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LA CONFERENZA DEGLI UCCELLI

 

Saggio spettacolo alunni 2016- 2018

Regia: Marcello Cappelli

Autore: Manṭiq aṭ-ṭàir

Materiali di scena: Anna Isola

Con: Gabriele Zappatara, Simona Buscemi, Eleonora Leonardi, Alessandra La Spina, Alessandro Inguscio, Antonio Calabretta, Angela Carletta, Vincenzo Asaresi, Valeria Rezzola

NOTE DI REGIA

La conferenza degli uccelli è un testo molto antico, del dodicesimo secolo, scritto da un poeta persiano la cui figura è avvolta dal mistero, il poeta si chiamava Farid ad-Din Attar.

Tutti gli uccelli del mondo si radunano per decidere chi sarà il loro re. L’upupa, che è il più saggio fra loro, li convince ad intraprendere la ricerca del leggendario Simurgh, un uccello della mitologia persiana che corrisponde all’incirca alla Fenice della mitologia occidentale.

Si tratta di un’allegoria, nella quale la ricerca del Simurgh rappresenta la ricerca di Dio, l’upupa rappresenta un maestro Sufi, e ognuno degli altri uccelli rappresenta un vizio umano che ostacola il raggiungimento dell’illuminazione spirituale. All’interno di questa cornice narrativa, costituita dalla storia del viaggio degli uccelli, ʻAṭṭār inserisce numerosi brevi racconti, sorta di “parabole” con funzione didattica.

Il lavoro si è sviluppato su diversi binari poiché lo spettacolo racchiude un altro spettacolo in sé. Gli attori si sono trovati  nella necessità di sdoppiare il loro personaggio: l’uccello e il personaggio delle storie.  Inoltre il personaggio-uccello manovra anche un uccello ( costruito dallo stesso attore con la tecnica dell’Origami), quindi la recitazione cammina su tre percorsi.

Lo spettacolo è un processo di conoscenza che ha coinvolto direttamente l’emozionalità di ogni interprete. È un viaggio dentro ognuno di noi, è la risposta ad una crisi di valori base dell’essere umano a cui tutta la nostra storia è legata. È un viaggio per riconoscerci ancora e trovare che l’unica salvezza dell’essere umano risiede nell’essere umano stesso. Abbiamo iniziato a lavorare affascinati da questo mondo e piano piano ci siamo trovati immersi nella nostra storia, nei nostri sentimenti nelle nostre paure…

 

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